SATRICUM

A cavallo tra l’Agro Romano e l’Agro Pontino, nei pressi della foce del fiume Astura, sorgeva la città di Satricum, i cui primi insediamenti risalgono, come da ritrovamenti archeologici, già all’età del ferro. Nota per essere un’area di passaggio di mercanti, viandanti e pellegrini, che dai tempi remoti attraversavano questo territorio per commerciare e porgere le loro offerte ad una divinità femminile, la Mater - quindi Madre - Matuta che era celebrata per la sua funzione di donare prosperità e nutrimento alle terre e ai giovani a lei consacrati. La posizione strategica e costiera, tra il basso “Latio” e le colonie greche dell’attuale Campania, favorirono non solo un commercio intenso ma anche un sincretismo culturale e religioso di divinità, chiaramente collegate ad altre culture del Mediteraneo, come Jupiter Anxures a Terracina, Giove Iudigeta ad Ardea e la stessa Mater Matuta a Satricum, che andavano a fondersi con le tradizioni locali. La luce di Satricum, dunque, oltre alla sua posizione strategica, era dovuta alla presenza dell’importante santuario dedicato alla Mater Matuta, divenuta per gli abitanti del Latium la madre del mattino, del sorgere del sole e della vita, protettrice delle donne, della fertilità e della gravidanza.

Di nuovo storia, agricoltura, vita, mito s’intrecciano attorno ad una divinità già nota al mondo ellenico che evidenzia il forte legame tra questo, l’area del Pontos e del Latio. Calata nel pieno dell’area pianeggiante e un tempo paludosa dell’Agro Pontino, la storia di tale sito ci riporta a culti antichi, ripercorrendo le orme di un viscerale rapporto tra uomo e natura. La città, dai fasti del VII e V secolo a.c., venne interamente distrutta dai Romani, oggi la creazione di un centro per le visite vicino al sito archeologico di Satricum lascia sperare nella futura realizzazione di un museo che sappia ricordarci e far ricordare un tassello importante della nostra storia.

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SATRICUM

TRA CULTURA NATURA E PASSIONE PER LE COSE BUONE

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